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Pisa
lunedì, 17 Dicembre, 2018

Sono un semplice militante di base della Sinistra con un lungo percorso politico simile a quello di molti altri compagni: FGCI, PCI, PDS, DS, PD, Articolo 1 – MDP.

Classe 1956, vivo da sempre nel Valdarno Inferiore,  il distretto industriale più importante della provincia di Pisa e della Toscana.

Ho sempre concepito la politica come partecipazione. Per questo vivo con disagio questo periodo storico caratterizzato dalla mutazione genetica di tutti i partiti italiani, che si sono trasformati in comitati elettorali di questo o quel politico.

Mi disgusta il qualunquismo e mi spaventa il populismo. Nella storia, il loro combinato è sempre stato nefasto per le classi sociali più deboli.  Non è un caso che, grazie a questi strumenti di manipolazione delle coscienze, tutto il peso della più grande crisi economica del dopoguerra è stato scaricato interamente sulle spalle della povera gente, che ha perso potere di acquisto, diritti, dignità.

Mai, come in questa epoca, l’Italia ha avuto bisogno di una sinistra politica e sociale forte e coesa; mai la sinistra italiana è stata così debole, frammentata,  subalterna ai poteri forti.

Per questo sono stufo delle divisioni interne alla sinistra, degli integralismi, dei distinguo, delle primedonne, dei se e dei ma.

C’è bisogno di una sinistra capace leggere la complessa società di oggi; che sappia elaborare progetti per dare risposte ai bisogni crescenti che la attraversano; che sappia valorizzare le diverse sensibilità di cui è composta attraverso la sintesi; che guarisca finalmente da quella malattia infantile ben descritta da Lenin, che la porta ad esaltare le differenze e a confinarsi in tante piccole riserve.

Serve una sinistra che faccia tesoro del monito di  Enrico Berlinguer: “Ci si salva e si va avanti se si agisce insieme e non solo uno per uno”, e si incammini sulla strada da lui tracciata.

Attraverso questo sito, nel quale sono raccolti i più interessanti contributi al dibattito “rubati” dalla rete, ho pensato di dare il mio piccolo contributo alla concretizzazione del “grande sogno”. Ricostruire la sinistra italiana è un obiettivo per cui vale la pena spendersi; si può e si deve. Ora e subito, con i nostri valori.

Sandro Vanni


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