Decreto Salvini: quale sicurezza senza umanità?

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Autore:  Sandro Vanni – 14 Marzo 2019


E’ inutile girarci intorno: il “decreto sicurezza” voluto dal governo della paura è solo un manifesto di propaganda razzista, oltretutto scritto da incompetenti privi di qualsiasi nozione giuridica.

A poco più di due mesi dalla sua conversione in legge è già stato bocciato dalla Corte di Cassazione e presto sarà spazzato via dalla Corte Costituzionale perché palesemente in contrasto con i principi della Carta, oltre che in conflitto con tutte le normative e i trattati internazionali in materia.

Passata la sbornia populista, gli italiani impiegheranno anni per rimediare agli enormi danni sociali, culturali ed economici che la nuova normativa sta producendo.

Questa legge, oltre ad essere disumana verso gli ultimi, è stupida e pericolosa perché riduce pesantemente i diritti e la sicurezza di tutti.

Impedire a migliaia di migranti la possibilità di regolarizzare la loro posizione e di accedere a percorsi di integrazione li costringerà a vivere di espedienti o, peggio, li consegnerà nelle mani della malavita organizzata.

Anche un bambino capisce che togliere i permessi di soggiorno per motivi umanitari porterà ad una maggiore irregolarità e a un incremento del disordine sociale, producendo un aumento della criminalità.

Lo SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati)  si è dimostrato il più efficace strumento di accoglienza e di integrazione che il Paese abbia mai avuto.  La sua abolizione di fatto peggiorerà la qualità della vita non solo dei richiedenti asilo, che non potranno più accedere a questo sistema, ma anche quella degli italiani che si troveranno a convivere con persone sempre meno integrate. 

Inoltre, tenere i richiedenti asilo in stato di detenzione fino a sei mesi, per la sola identificazione,  all’interno dei CPR  (Centri di Permanenza per il Rimpatrio) come prevede la nuova legge, oltre ad essere inutilmente crudele è insensato, perché in termini economici costa più che garantire loro dignità e accoglienza.

Ma la legge non si limita  a favorire il business sull’immigrazione da parte della malavita organizzata creando un esercito di persone prive di documenti e costrette a vivere nella clandestinità;  favorisce il lavoro nero e la riduzione di esseri umani in condizioni di schiavitù, introduce misure lesive della nostra libertà di manifestare il dissenso, esclude dalle finalità solidaristiche i beni confiscati alla mafia, rende tutti, stranieri e italiani, più insicuri e vulnerabili.

Riducono la sicurezza per alimentare il bisogno di “ordine e disciplina”.   E’ un gioco pericoloso che va interrotto prima che sia troppo tardi.  La sicurezza è un diritto prioritario dei cittadini, e può essere garantita solo con l’inclusione,  il lavoro e la cultura, non certo con la riduzione delle libertà individuali e collettive o con qualche inutile telecamera sparsa qua e là.

La nuova legge avrà inevitabili ripercussioni anche nella nostra zona, e rischia di far saltare un modello di accoglienza e integrazione che ha funzionato.  Che i sindaci del Valdarno Inferiore facciano sentire la loro voce e chi si candida per le imminenti amministrative, indichi come intendende affrontare la questione.


Sul tema segnalo questa interessante iniziativa promossa dal Comitato Promotore Liberi e Uguali del Valdarno Inferiore


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