Migranti: Sinistra italiana, se ci sei batti un colpo!

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Fonte: blog “Rosso di sera” – 14 Agosto 2017


L’aria, in Italia, è diventata irrespirabile.  Dai talk show televisivi, dai giornali, dai social, arriva il fetore nauseabondo del razzismo, sempre più intenso e ripugnante, che ti prende alla gola e ti soffoca.

Non c’è trasmissione televisiva in cui non siano presenti politici urlanti, con la bava alla bocca, che incitano gli spettatori contro gli ultimi del pianeta, giornalisti viscidi che li stimolano e li servono compiaciuti, servizi montati ad arte per creare ansia e diffidenza nei confronti dello straniero che viene dal mare.

La crisi economica più pesante e lunga che l’Italia ha vissuto dal dopoguerra, è stata pagata interamente dalle classi sociali più deboli e dal ceto medio, che hanno perso potere d’acquisto, diritti e tutele.  In questi anni i ricchi sono diventati sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri.

Con l’avvicinarsi delle elezioni, i colpevoli di questa situazione, quelli che si sono arricchiti a dismisura con l’evasione fiscale, che hanno delocalizzato le aziende dopo essersi intascati milioni di fondi pubblici, che hanno messo in ginocchio i risparmiatori con le speculazioni finanziarie e bancarie, i politici collusi o incapaci che hanno retto il sacco, indicano come causa di tutti i mali i disperati che fuggono dalla guerra e dalla fame.

Questi avvoltoi avidi e voraci portano avanti una campagna d’odio senza precedenti contro i più indifesi e aizzano i poveri contro i più poveri, per distogliere l’attenzione dai problemi veri del Paese, dalle loro ruberie e dai loro fallimenti.

Carcere libica

E’ un brutto film dal copione logoro, ma gli italiani, spaesati e impauriti per il futuro,  senza più riferimenti valoriali alternativi, hanno perso ogni capacità critica e scaricano istintivamente le proprie frustrazioni su chi sta peggio di loro, quasi a demonizzare lo spettro della miseria.

L’abbandono dello Ius Soli, i vergognosi decreti Minniti sulla “sicurezza” e sui migranti, l’accordo sui respingimenti sottoscritto con i trafficanti libici (perché di questo si tratta), il linciaggio mediatico contro le ONG impegnate nei soccorsi, sono la testimonianza che è caduta anche l’ultima flebile barriera al dilagare del populismo razzista e fascista.

Aver sostituito le navi delle ONG impegnate nei soccorsi con le motovedette dei miliziani libici è stato un atto criminale destinato ad aumentare il numero dei morti affogati.   Riportare i profughi, donne e bambini compresi, a marcire e morire nei lager libici, tra violenze e torture, è un atto disumano che mi fa vergognare di essere italiano.

Credo che siano gli anni più bui della nostra storia repubblicana; sono indignato, impaurito e smarrito.

Indignato perché  stiamo parlando di esseri umani indifesi che, come noi, hanno amori, affetti, passioni, paure, speranze, sogni e diritti, primo fra tutti quello alla vita.

Impaurito, perché sento sotto attacco i miei valori, la mia cultura, la mia identità personale e politica. Perché sento sgretolarsi quel tessuto umano e sociale che ha reso forte il nostro Paese.

Spaesato perché, salvo rare eccezioni, il silenzio della sinistra è assordante.  Eppure, in questa fase costituente che avviene in un momento così particolare, i valori di uguaglianza, solidarietà e giustizia sociale, rappresentano l’unico collante in grado di ridare alla sinistra l’identità, l’orgoglio e l’unità di cui ha bisogno.

Per questo faccio un disperato appello a tutti i leader della sinistra italiana, a partire da quelli di Articolo UNO – MDP, movimento nel quale mi riconosco e a cui ho aderito con fiducia e speranza: restare inermi di fronte a quello che sta accadendo è complicità.   Quello che serve, in questo momento, è ricostruire l’argine valoriale e culturale che ha ceduto e offrire al Paese un’alternativa vera alla deriva populista.

A quanti, come me, vivono con sgomento e crescente disagio l’immobilismo della sinistra su questo tema, chiedo di gridare forte ai nostri dirigenti che i tatticismi di palazzo, i piccoli interessi di bottega e le beghe condominiali, non interessano a nessuno e non costruiscono niente.

Ogni volta che nel mediterraneo muore un essere umano, che nelle carceri libiche viene violentata una donna, torturato un uomo, violentato un bambino, muore un pezzo della sinistra italiana che si volta dall’altra parte.

Un nuovo inizio. Con i nostri valori.  E’ uno degli slogan che campeggia sui nostri manifesti e che sintetizza bene il percorso difficile e ambizioso che abbiamo deciso di intraprendere.  Ora è il momento di essere coerenti, di schierarci con decisione dalla parte dei più deboli e di dire basta al populismo, al razzismo e al fascismo che stanno soffocando il Paese.

Su temi come questi non ci possono essere tentennamenti o ambiguità. Per la sinistra italiana, questa è l’ultima chiamata.


 


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